Partita Dart, la prima missione per deviare un asteroide

Partita Dart, la prima missione per deviare un asteroide

Dart (Double Asteroid Redirection Test) sarà un banco di prova per valutare la capacità di deviare un asteroide potenzialmente pericoloso. A bordo anche l’Italia con LiciaCube, un microsatellite “fotoreporter” che dovrà filmare l’impatto per valutarne la riuscita

E’ partita Dart, la prima missione per tentare di deviare un asteroide. Lanciata dalla base di Vandenberg in California a bordo di un razzo Falcon 9, inizierà il suo lungo viaggio di oltre 10 milioni di chilometri, in 11 mesi, per colpire e deviare la traiettoria di un asteroide di 170 metri di diametro. Dart (Double Asteroid Redirection Test) sarà un banco di prova per valutare la capacità di deviare un asteroide potenzialmente pericoloso.

A bordo anche l’Italia con LiciaCube, un microsatellite ‘fotoreporter’ che dovrà filmare l’impatto per valutarne la riuscita. LiciaCube (acronimo di Light Italian Cubesat for Imaging of Asteroids) è stato realizzato dall’azienda di Torino Argotec, in collaborazione e con il contributo dell’Agenzia Spaziale Italiana. Tutto italiano anche il team scientifico del piccolo satellite che comprende ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, del Politecnico di Milano, delle Università di Bologna e Parthenope di Napoli, dell’IFAC-CNR di Firenze, ed è coordinato da Elisabetta Dotto.

 

Il microsatellite, un gioiello tecnologico grande come una scatola da scarpe e del peso di circa 13 chilogrammi, è il primo costruito nel nostro Paese ad affrontare un viaggio nello spazio profondo. Dieci giorni prima dell’impatto LiciaCube verrà rilasciata nello spazio e si avvicinerà, in navigazione autonoma, al sistema dei due asteroidi mantenendo una distanza di sicurezza di circa 50 km pronta a svolgere il suo compito: fotografare e acquisire i dati dell’impatto per verificare se l’asteroide devierà la sua traiettoria.

 

Dart sarà quindi il primo test, in scala reale, della tecnica di impatto cinetico a scopo di Difesa Planetaria per la salvaguardia della Terra, qualora in futuro si creino situazioni di pericolo causate da oggetti celesti che intersecano l’orbita terrestre. Un rischio che al momento è escluso almeno per i prossimi 100 anni. Durante il suo viaggio la sonda sarà accelerata da un mix di motori a propulsione ‘tradizionale’ e degli innovativi propulsori a ioni per impattare l’asteroide a una velocità di 21mila chilometri orari. Si stima che l’urto produrrà una variazione quasi impercettibile della velocità dell’asteroide di appena 0.4 millimetri al secondo, ma che nel corso tempo di tradurrà in un’importante modifica dalla traiettoria iniziale.

tgcom24

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