Cosenza, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: la Caserma “Paolo Grippo” si tingerà di arancione

Cosenza, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: la Caserma “Paolo Grippo” si tingerà di arancione

L’Arma di Cosenza, in linea con tutti i Comandi dell’intero territorio Nazionale, aderirà all’iniziativa di illuminare simbolicamente un proprio presidio: sarà la Caserma “Paolo Grippo” a tingersi, il 25 novembre, di arancione.

Il 25 novembre 2021 si celebrerà in tutto il mondo la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. La particolare ricorrenza, affonda le proprie origini nel ricordo delle sorelle Maria Teresa, Patria e Minerva Mirabal, attiviste del “Movimento 14 giugno” (antagonista del dittatore dominicano Rafael Trujillo), sequestrate torturate a colpi di bastone ed assassinate mediante strangolamento da agenti del regime mentre, il 25 novembre 1960, si stavano recando a far visita ai mariti detenuti.

Sono passati 51 anni dal fatto, 22 dall’istituzione della Giornata Internazionale.

I dati raccolti, tuttavia, nell’ultimo anno solare non sono confortanti.

Nonostante i ripetuti interventi legislativi, culminati nell’emanazione della legge 69/2019 che ha istituito il cosiddetto “Codice Rosso”, susseguitisi per frenare la dirompenza del fenomeno, la violenza di genere continua ad essere un’emergenza che non esclude alcuna area territoriale e che interessa, paradossalmente, l’ambiente ove, per definizione, la donna dovrebbe trovare conforto e protezione: la famiglia.

L’Arma dei Carabinieri in provincia di Cosenza, con tutti i suoi presidi capillarmente diffusi nel territorio, ha registrato, nel merito, dati importanti che dimostrano come il fenomeno abbracci molteplici forme di reato con percentuali di crescita che non hanno registrato decrementi nemmeno a seguito dell’evoluzione pandemica del COVID 19. Anzi, è fatto notorio che le restrizioni imposte per profilassi hanno in realtà contribuito all’aumento di comportamenti vessatori tra le mura domestiche.

Dall’inizio dell’anno sono state tratte in arresto 46 persone per violenza di genere: 1 per omicidio, 31 per maltrattamenti in famiglia, 2 per lesioni personali, 1 per violenza sessuale aggravata, 4 per atti sessuali con minori, 6 per stalking e 1 per diffusione illecita di video sessualmente espliciti. Le denunce, per le medesime fattispecie di reato ammontano a 349.

Dati di assoluta rilevanza che testimoniano, da un lato, la gravità emergenziale del fenomeno, dall’altra, la determinata e risoluta attenzione dell’Arma al contrasto verso un’odiosa forma di violenza e la pari crescente sensibilità ad ogni forma di prevenzione e vicinanza alle vittime.

Al di là dei dati numerici e statistici, l’analisi del fenomeno appare nel profilo contenutistico un problema radicato nella difficoltà a comprendere il ruolo assolutamente paritario ed indipendente della donna nel panorama socio-culturale e nel particolare contesto familiare.

Non sfugge, infatti, solo per citare alcuni eventi a titolo esemplificativo, l’ambito nel quale sono maturati, l’omicidio di Sonia Lattari, avvenuto a Fagnano Castello il 14 settembre 2021, assassinata a coltellate dal marito, o la violenza con minaccia grave perpetrata recentemente a Corigliano Rossano nei confronti di un’altra donna ad opera del proprio convivente che i militari intervenuti disarmavano strappandogli letteralmente dalle mani un’ascia che lo stesso brandiva nei confronti della “propria amata”.

Non sono solo le violenze fisiche a preoccupare. I carabinieri registrano, dai racconti delle vittime e talvolta dalle loro reticenze, condizionamenti difficili da sconfiggere dal punto di vista psicologico. Tendenza all’auto-colpevolizzarsi, forme di giustificazioni per condotte violente dei propri compagni/mariti, desiderio di protezione nei confronti dei figli dalle conseguenze penali delle loro condotte, paura per le reazioni dei loro stessi affetti all’atto del rientro in casa, senso di pietà ed estrema tolleranza per familiari assuefatti all’alcoolismo, alla droga, al vizio del gioco: le donne continuano a vivere il loro ruolo di madri, mogli e figlie con un senso di innata protezione che riverbera nelle modalità con cui rimangono in silenzio nel momento della denuncia.

Perché alla fine è questo il momento cruciale. La denuncia appare sempre più la porta attraverso la quale tutta la nostra società deve esprimere il suo no convinto a forme di discriminazione e violenza di genere ed al tentativo, subdolo, di condizionamento psicologico.

 

Il Comando Provinciale di Cosenza, dal 2019, ha realizzato, con la collaborazione dell’associazione SOROPTIMIST, una sala per le audizioni protette delle vittime vulnerabili. I colori e gli arredi, scelti sulla base dei suggerimenti forniti da una squadra di psicologi e architetti, contribuiscono a rendere accogliente, rassicurante e confortevole l’area dedicata.

 

L’Arma, inoltre, al fine di fronteggiare adeguatamente tale fenomeno, si è dotata di figure professionalmente qualificate, che, nell’ambito della “rete nazionale di monitoraggio sul fenomeno della violenza di genere”, coordinano, a livello di Comando Provinciale, i presidi di prossimità impegnati quotidianamente sul territorio. Oltre a dette figure, a livello centrale, in attuazione al protocollo d’intesa tra Ministro per le Pari Opportunità – Ministro della Difesa e Arma dei Carabinieri, è stato istituito, presso il Reparto Analisi Criminologiche (RAC), una Sezione denominata “Atti persecutori”, con competenze scientifiche, di studio e ricerche di settore.

 

L’Arma di Cosenza, in linea con tutti i Comandi dell’intero territorio Nazionale, aderirà all’iniziativa di illuminare simbolicamente un proprio presidio: sarà la Caserma “Paolo Grippo” a tingersi, il 25 novembre, di arancione: si vorrà così esprimere un ulteriore e chiaro sagnale di vicinanza, sostegno, assistenza e solidarietà, verso quelle donne che, vittime di violenza, non solo fisica, ma anche assistita, verbale, economica, sessuale e psicologica, meritano di trovare, oltre gli aspetti connessi alla polizia giudiziaria, comprensione, ascolto, attenzione ed empatia.

Soroptimist International, Associazione mondiale di donne impegnate in attività professionali e manageriali, è una voce universale per le donne che si esprime attraverso la presa di coscienza, il sostegno e l’azione. Il Soroptimist sostiene i Diritti Umani per tutti, la pace nel mondo e il buon volere internazionale, il potenziale delle donne, la trasparenza e il sistema democratico delle decisioni, l’accettazione delle diversità, lo sviluppo sostenibile, il volontariato e l’amicizia. realizza progetti, promuove azioni, e crea opportunità attraverso la rete globale delle socie e la cooperazione internazionale affinché tutte le donne possano attuare il loro potenziale individuale e collettivo, realizzare le loro aspirazioni e creare nel mondo forti comunità pacifiche.

La Sezione Atti Persecutori, svolge le proprie attività in sinergia con le altre due Sezioni del RAC: la Sezione “Analisi” (che si occupa di ricercare elementi di connessione tra fatti delittuosi, riconducibili alla stessa tipologia di reato o a fattispecie comunque correlati, utilizzando specifiche professionalità e tecnologie informatiche) e la Sezione “Psicologia”, per le competenti valutazioni sul profilo psicologico degli autori di delitti

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